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Coltivare la poesia in un tempo così
prosaico in una società tutta protesa all’apparenza ed alla prepotente
affermazione individuale è già di per sé un segno distintivo di nobiltà
d’animo.
Se essa poi rivela, come in questo caso,
partecipazione sofferta alla vita altrui, accettazione risoluta della
dolorosa realtà dell’esistenza, un bisogno prepotente d’amore, allora si
può parlare veramente dell’espressione di una ricchezza spirituale che
investe tutti gli aspetti dell’essere dagli affetti familiari ai ricordi
ricorrenti del passato, dagli elementi naturali agli interrogativi
esistenziali. Ciò che colpisce, al di là della vastità dei contenuti, è
l’afflato lirico che dona un colore univoco e ben riconoscibile ai
versi. Sul montaliano “male di vivere”, sull’ineluttabilità del dolore,
sul crollo dei sogni, sulle inevitabili ingiustizie si afferma, quasi
inconsciamente, la volontà inesausta di vincere le angosce, di superare
questi tragici limiti, eternando fatti, luoghi, persone, sia nel ritmo
incalzante dei versi sia nell’efficacia pittorica delle immagini.
Jole Buonfiglio
è nata e risiede a Napoli, splendida e problematica città che ama in
modo viscerale.
L’amore per il viaggio inteso come
esperienza umana e culturale le è stato trasmesso dal padre che durante
l’infanzia la conduceva con sé nei suoi spostamenti di lavoro; ogni
città visitata diventava per lei un luogo del cuore. Dopo aver
conseguito la maturità classica si è laureata in scienze biologiche
sognando di divenire ricercatrice, ma la strada si è rivelata troppo
ripida e quindi, in qualità di Ordinaria di Cattedra presso le Scuole
Medie Superiori, si è dedicata all’insegnamento per trenta anni
frequentando contemporaneamente la facoltà di Medicina; studi che non ha
terminato per dedicarsi alle cure familiari. Iscritta all’ordine dei
Biologi è stata direttrice di laboratorio, perito esperto presso il
Tribunale di Napoli e biologa del Gruppo Speleologico Italiano.
Si è impegnata nel sociale: volontaria
ospedaliera e presso ospizi di anziani ed orfanotrofi.
Ama molto ed indistintamente tutti gli
animali che sono stati una presenza costante nella sua vita ed ha scelto
da molti anni di essere vegetariana. Cura amorevolmente le sue piante
che definisce “anime verdi”.
Da quando è in pensione si dedica alle
sue passioni: bricolage, lettura, scrittura, poesia, musica. Raccoglie e
colleziona gli oggetti che colpiscono la sua fantasia, che hanno una
storia, che nessuno vuole, riutilizzandoli in modo personale e donando
loro nuova vita.
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