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La guerra di mamma, che
racconta, dal di dentro, il ruolo di Maddalena Cerasuolo nelle “Quattro
giornate di Napoli nasce dalla consapevolezza della figlia, Gaetana
Morgese, che passata la sua generazione, cioè di quelli che hanno
ascoltato (lei e i suoi fratelli) e la prossima (i loro figli), della
sua storia si sarebbe completamente persa la memoria.
Il racconto emoziona e coinvolge per tre
motivi.
Il primo, esistenziale: si coglie in queste
pagine la forte relazione madre-figlia, attraverso la memoria e la
scrittura.
Il secondo, culturale: il recupero dei
valori della resistenza come coltivazione di una prospettiva storica che
contrasti, con la riflessione e la critica, il rozzo revisionismo
dilagante.
Infine, per i cittadini napoletani, la
possibilità di restituire ad un quartiere noto solo per i fatti di
camorra la sua identità operaia, il suo passato antifascista, il suo
tessuto civile spesso mortificato.
Una postfazione getta uno sguardo sull’oggi,
e rende visibile la presenza, nel quartiere, di una Rete di associazioni
e di singoli cittadini impegnati quotidianamente nell’opera di
miglioramento della qualità della vita dal punto di vista sociale,
culturale e civile degli abitanti. |