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Con questo libro documentiamo, con la
massima trasparenza, il percorso che abbiamo compiuto in questi anni
nell’uso sociale dei beni confiscati alla camorra. Una questione che
ritengo centrale e di estrema importanza.
Ce lo ha insegnato Pio La Torre: la
strategia più efficace per contrastare i clan camorristi è colpire le
loro ricchezze, i loro possedimenti, la loro disponibilità economica
accumulata con la ferocia, la violenza, le innumerevoli attività
illegali. Altrettanto importante è trasformare i beni confiscati da
simboli della violenza e del potere mafioso, in avamposti di legalità e
di sviluppo, in luoghi di socialità, di vita e di cultura.
È così che possiamo dimostrare la
convenienza dell’antimafia, cioè rendere chiaro a tutti che lo Stato e
le istituzioni, con l’uso collettivo dei beni confiscati alla
criminalità organizzata, creano sviluppo vero, occupazione duratura,
ricchezza non per pochi, ma per tutta la comunità.
Non mi sfuggono le difficoltà e i problemi
che abbiamo ancora di fronte per rendere più efficace l’uso collettivo e
sociale dei beni confiscati alle organizzazioni criminali e mafiose.
Occorre innanzitutto abbattere i tempi, oggi ancora eccessivamente
lunghi, che intercorrono tra il sequestro e la confisca. Occorre anche
superare alcuni limiti della legge 109 del ‘96 che regola l’uso sociale
dei beni confiscati alle mafie. Una legge importante, approvata però 11
anni fa, che necessita di alcune modifiche sostanziali. Soprattutto per
ciò che riguarda gli aiuti finanziari ai comuni che non hanno risorse
adeguate per ristrutturare e riqualificare gli immobili che vengono loro
assegnati. Ci siamo mossi sostenendo attivamente i comuni destinatari
dei beni confiscati e le associazioni chiamate a gestirli.
Il nostro impegno è andato proprio in
questa direzione: stare al fianco dei comuni e delle associazioni, non
farli mai sentire soli, aiutarli con idee, progetti e anche
finanziariamente. Facendo della questione dei beni confiscati
un’autentica priorità del governo regionale, con la volontà di offrire
un positivo contributo, utile a superare i limiti e i ritardi
legislativi nazionali.
Così qualcosa di profondo e di importante
anche su questo terreno si è mosso qui in Campania. Sono sorte
esperienze significative che rappresentano un modello di valore
nazionale che questa pubblicazione ha il merito di divulgare e di
documentare.
In questi
progetti abbiamo investito risorse consistenti con cui abbiamo dato vita
ad esperienze importanti che attraverso questa pubblicazione
documentiamo. |