ANTONIO ORABONA e ANTONIO NOCELLA

Editore: Massa
Collana:  Frammenti Parole 31 
Anno edizione: 2023 
Pagine: 64, Brossura fresata
EAN: 979- 12-80181-11-4  – € 15,00

Descrizione

Raccolta in ordine sparso di memorie delle generazioni passate, ricordi d’infanzia che parlano di antichi mestieri, usanze e genti che hanno abitato i vicoli e il quartiere della meravigliosa città di Napoli.

Dopo aver scritto il libro “Ricomincio da ’60”, dove ho parlato dei miei 60 anni di vita trascorsi nella mia città natale, da napoletano verace non potevo astenermi dal raccontare di particolari e specifiche attività caratteristiche della mia città. ha alimentato in me la voglia di scrivere e parlare del nostro quartiere rievocando ricordi comuni. Napoli è la città delle contraddizioni, dell’assurdo, del caos e dalla bellezza esagerata. La guardi da lontano e non puoi fare a meno di amarla. Il suo patrimonio artistico e culturale è impressionante, i palazzi raccontano la ricchezza e la povertà della gente, le voci del mercato, i panni stesi ad asciugare, la musica, i profumi intensi, le urla da un balcone all’altro: ogni cosa a Napoli è autentica, unica, indimenticabile.In questo libro abbiamo raccolto alcune storie che ci sono state tramandate e abbiamo voluto focalizzare l’attenzione sui mestieri che un tempo erano praticati nei vicoli di Napoli così da condurre il lettore alla scoperta di uno degli aspetti più caratteristici della città partenopea.
Ad oggi, la maggior parte degli antichi mestieri napoletani sono soltanto un ricordo, tuttavia alcuni ancora resistono a testimonianza dell’inventiva e dell’originalità di cui è dotato il popolo napoletano, ma anche un po’ ricordo della sua complessità in quanto essi ne evidenziano non solo la superficiale eccentricità, ma anche il lato della medaglia più nascosta, fatto di povertà, miseria, fatto di “arte dell’arrangiarsi” proprio di quella gente disposta a inventarsi qualsiasi impiego pur di sfamare la propria famiglia. (ANTONIO ORABONA)
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L’ispirazione per questa raccolta è arrivata in seguito all’incontro propedeutico, alimentato dall’amico comune Massimo Blasco, con l’amico d’infanzia Antonio Orabona, autore con il quale condivido un grande bagaglio di ricordi e la passione di rievocare persone e luoghi impregnati del vissuto delle nostre rispettive famiglie. Ci rifacciamo essenzialmente ai racconti che ci hanno tramandato senza sapere quanto possa esserci di vero e quanto invece sia opera di fantasia, quanto una rielaborazione delle storie avvenuta nell’affidarcele in eredità verbalmente. Possiamo definire i nostri: racconti di racconti, ed è questo a dare loro un senso che si moltiplica per uno, per cento e per mille, per quanti sono i racconti, per quanti sono coloro che li hanno tramandati e per quelli che li leggeranno. Quante volte abbiamo sentito gli amici dire: “Dovresti proprio scriverci un libro!”? Ecco, alla fine lo abbiamo fatto. Ci stiamo sforzando di raccogliere tutte le informazioni che abbiamo immagazzinato nel corso degli anni e poi le abbiamo trascritte affinché non vadano perdute. Di episodi divertenti e aneddoti significativi da fissare nel tempo ce ne sarebbe un’infinità, e sappiamo di averne trascurati molti, non certo perché meno importanti. Non ne abbiano a male coloro che si sentiranno esclusi, poiché raccontare proprio di tutti in queste poche pagine sarebbe stato impossibile, e non se ne dolga chi il racconto lo aveva ascoltato in una versione diversa in quanto noi stessi, di un medesimo episodio, abbiamo ricevuto differenti versioni e ci siamo prodigati per fermare su carta semplicemente quella che credevamo fosse più giusta.”
Con questa raccolta, che vuole essere una full immersion in un’atmosfera passata, patrimonio non solo delle nostre famiglie, ma dell’intero quartiere del centro storico della città di Napoli nella quale sono ambientati i racconti , ci auguriamo che il lettore possa ritrovare i propri racconti sepolti, richiamando alla mente ciò che con gli anni si è portato a dimenticare. (ANTONIO NOCELLA)
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Antonio Nocella e Antonio Orabona ringraziano tutti coloro che hanno contribuito con entusiasmo alla ricostruzione degli eventi narrati e in seguito alla stesura di questa pubblicazione, e sperano di fare cosa gradita ai lettori che riconosceranno nei personaggi uno dei loro familiari, le cui “imprese” saranno tramandato a futura memoria.
“Sperando di aver accontentato tutti, buona lettura”.

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