Descrizione
La storia intima e sofferta di un giudice s’intreccia al contesto europeo delle guerre mondiali e dei totalitarismi. Diventa un viaggio dell’anima, che muove dal colorato brusio di una piccola isola tirrenica fino ai silenzi della misteriosa Albania, lungo la ricerca delle radici e il filo del cuore.
Sullo sfondo palpita un borgo con i suoi volti bozzettistici, i gesti ripetuti, il gergo collettivo, le trame sotterranee.
Un affresco poetico e intenso oltrepassa il respiro dell’isola e dipinge una terra altra vicina e lontana, scandita da codici antichi, cieli rarefatti, sentieri battuti dal vento, atmosfere sospese.
Le lingue e i registri, dall’immediatezza popolare del parlato locale alla voce cruda di un luogo straniero, si mescolano con sapienza nell’incalzante ritmo narrativo.
Il romanzo si propone come un giallo venato di noir che ripercorre le origini di una morte improvvisa, ma è soprattutto una storia d’amore, impetuoso e viscerale, che lega, attraverso fili arcani, i destini dei due protagonisti: Leijda avanza come altèra regina dai capelli infuocati nel vapore perlaceo dell’alba, e Pietro, occhi colore del mare, dinnanzi a lei perde le parole.
Un amore fatale. Da cui non c’è ritorno.












